Strategie di persuasione e proibizionismo negli Stati Uniti

Il proibizionismo ha fallito, la verità ha vinto

Strategie di persuasione e proibizionismo negli Stati Uniti

 

La mente umana non sempre segue un comportamento razionale, molte volte è invece affascinata dalla trasgressione. Tutto ciò è dovuto dal fatto che infrangere le regole e fare qualcosa di proibito aumenta da quel senso di libertà e indipendenza che appaga il nostro cervello.

 

Lo Stato si approfitta delle debolezze sociali

 

La questione diventa più complessa nel momento in cui si affronta il discorso relativo a dipendenza da sostanze illecite poiché la nostra psiche diventa assuefatta e necessita l’assunzione della determinata sostanza. In questi casi è molto importante la consapevolezza; ovvero quel sentimento che è in grado di farci prendere decisioni ragionate e guidate da un ragionamento senza farsi prendere il sopravvento dall’impulsività.

Per questo motivo è molto importante saper scindere sostanze realmente dannose per la nostra salute con quelle, pur sempre illegali, ma con anche con potenziali effetti positivi. Come per la Cannabis, le cui proprietà benefiche sono confermate dalla scienza.

 

Classifica delle droghe in base alla pericolosità

 

E’ molto difficile classificare le droghe in base alla pericolosità poiché agiscono in modo differente e possono avere effetti fisici e psichici difficilmente confrontabili.

Uno studio condotto da David Nutt dell’Università di Bristol, e pubblicato sulla rivista “The Lancet” ha però stilato un ordine di pericolosità secondo la valutazione di tre criteri: danno fisico, dipendenza e danno sociale.

Ecco la classifica:

  1. Eroina
    Cocaina
    3. Barbiturici
    4. Metadone
    5. Alcol
    6. Ketamina
    7. Benzodiazepine
    8. Anfetamine
    9. Tabacco
    10. Buprenorphine
    11. Cannabis
    12. Solventi
    13. 4-MTA
    14. LSD
    15. Methylphenidato
    16. Steroidi
    17. GHB
    18. Ecstasy/MDMA
    19. Nitrati
    20. Khat

 

Le prime due sostanze sono molto note, mentre i barbiturici sono poco conosciuti ma molto pericolosi. Si tratta di potenti sonniferi appartenenti alla famiglia dei narcotici ipnotici. Sono un prodotto farmacologico utilizzato per la gestione di ansia poiché, grazie al loro effetto sedativo, riducono notevolmente lo stress. Il nome deriva dall’acido barbiturico, nonché principale ingrediente. Furono scoperti nel 19esimo secolo da Von Baeyern, e venivano applicati come antidolorifici e per le anestesie.

Grazie al progresso ed allo sviluppo di nuovi farmaci dedicati i barbiturici non vengono quasi più prescritti poiché soppiantati quasi completamente dalle benzodiazepine anche se il consumo a livello ricreativo è ancora molto popolare.

Uno dei principali effetti collaterali è l’altissima dipendenza e l’assuefazione che induce ad aumentare gradualmente le dosi fino a potenziali overdosi letali. Ovviamente l’effetto è variabile da persona in persona secondo vari fattori come età, sesso, peso ecc…

Solo da pochi anni lo Stato italiano ha preso il completo controllo nella prescrizione e commercio di questo farmaco.

 

In 5° posizione c’è l’alcol. Una delle sostanze più diffuse ed il cui consumo è socialmente accettato anche perché legato a tradizioni culinarie (soprattutto in Italia). Ovviamente ci stiamo riferendo alla dipendenza da sostanza alcoliche e non ad un consumo saltuario e controllato.

Circa 9 milioni di persone, ovvero il 15,9% della popolazione italiana ingerisce alcol in dosi eccessive (sondaggio ISTAT). I danni causati da questa sostanza sono elevati sia nel breve periodo ma si manifestano in maniera più accentuata nel lungo termine con danni epatici, al sistema circolatorio, cerebrali, gastriti, tumori e molte altre complicazioni mediche. Si stima che tra tutte le sostanze che causano dipendenza l’alcol sia quella che ha causato più morti.

 

Nella posizione numero 9 è presente il tabacco, la sostanza più tossica e più comune a livello sociale. Oltre 15 milioni di italiani sono fumatori abituali.

Le sostanze contenute al suo interno sono cancerogene e provocano diversi danni a molte parti differenti del corpo. Oltre a compromettere la capacità ed il volume polmonare invecchiano precocemente il cuore diminuendo le capacità cardiovascolari; inoltre invecchia in modo precoce la cute e l’organismo in generale.

Il livello di assuefazione è tra i più alti e abbandonare questa sostanza è veramente difficile.

 

All’11esimo posto troviamo la cannabis, sostanza utilizzata da circa 6 milioni di persone. E’ molto nota per il grande numero di applicazioni che trova: industriale e mediche su tutti. In Italia è consentita la coltivazione e la produzione solo della marijuana sativa e a basso contenuto di THC (Inferiore allo 0,5%).

Uno dei cannabinoidi con più benefici è il CBD; sostanza che viene utilizzata per la gestione dei sintomi di malattie molto gravi come il morbo di Chron o quello di Alzheimer. Ottimo alleato anche per sconfiggere la dipendenza da nicotina.

Il fallimento del proibizionismo

 

Come già anticipato in precedenza, il divieto di qualsiasi sostanza è un fallimento sotto ogni punto di vista. Il consumo della sostanza non diminuirà, ma il suo giro economico sarà completamente in nero e molto spesso gestito dalla criminalità organizzata.

Nel 1937 entrò in vigore la cosiddetta Marijuana tax act, ovvero un insieme di regolamenti che proibivano coltivazione ed utilizzo in qualsiasi settore della cannabis.

Molti altri paesi (tra cui l’Italia) hanno seguito le orme americane, applicando regole analoghe. A causa di ciò questa sostanza viene considerata come una droga pericolosa, sminuendone ogni beneficio e regalandone quindi il monopolio alla criminalità. Gli Stati Uniti stanno però tornando sui loro passi, molti stati americani hanno reso legale coltivare ed utilizzare la marijuana. Ciò include utilizzi industriali ma anche a scopo ricreativo.

L’esempio che spicca su tutti è la California che nel 2018 è stato il primo stato a dichiarare legittima la cannabis. Questa decisione è conseguenza di un referendum del 2016 dove il 57,1% dei votanti si è dichiarato favorevole della proposta di liberalizzazione.

Speriamo tutti quanti che ciò si possa replicare anche nel nostro Paese, anche se gli oppositori sono molti ed agguerriti.

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