Legalizzazione della cannabis in Thailandia

La CANNABIS è' legale - Thailandia

SI PUÒ COLTIVARE E VENDERE

Sembra incredibile ma è proprio così. La cannabis si sta riprendendo quello che era già suo, infatti il primato della pianta del "benessere" sta ritornando ad essere sempre più popolare in tutto il mondo.

La recente notizia comunicata dal ministro della sanita del paese, porta la Thailandia in una posizione privilegiata nel quadro geopolitico mondiale. 

Thailandia Coltivazione e commercio legale

DA PAESE FORTEMENTE REPRESSIVO A LIBERTARIO BASTA VERAMENTE POCO

Fino a pochi anni fa la cannabis era illegale in Thailandia, essendo classificata come narcotico di categoria 5. Ciò significa che coloro che cercavano di trarre profitto dalla coltivazione e traffico di cannabis potevano incorrere in pesanti pene che andavano fino a 15 anni di carcere e cospicue sanzioni economiche. Se questo non bastasse, perfino il possesso di cannabis poteva portare a incarcerazione e multe. Da oggi in Thailandia però entra in vigore la nuova legge sulla cannabis: oltre a non essere più nella lista degli stupefacenti proibiti, questa legge permette ad un privato di coltivare fino a sei piante di cannabis in casa, ma solo con la licenza. Per ottenerla bisogna registrarsi presso le autorità. Anche le aziende possono coltivare e vendere l’erba. Le cliniche possono prescriverla più liberamente nelle cure mediche come terapia. 

1 MILIONE DI PIANTE DI CANNABIS DISTRIBUITE GRATUITAMENTE

L’annuncio è arrivato direttamente dal ministro della Salute Anutin Charnvirakul con un post su Facebook e la nuova legge. Per incentivare l'iniziativa, il governo ha distribuito gratuitamente circa un milione di piante in tutto il Paese. "È un'opportunità per le persone e per lo Stato di guadagnare dalla marijuana e dalla canapa", ha affermato il vice primo ministro e ministro della Sanità thailandese. Questa è l’ultima mossa del governo per promuovere la cannabis, illegale in tempi moderni ma ben presente nella storia del paese, come coltura da reddito.

L’anno scorso le aziende thailandesi di bevande e cosmetici si sono affrettate a lanciare prodotti con canapa e CBD, dopo che il loro uso è stato approvato per i beni di consumo.

Un altro provvedimento ha di recente permesso alle aziende thailandesi registrate di vendere prodotti a base di cannabis che contengono meno dello 0,2 di THC.

Secondo il ministro questi sviluppi permetterano alla popolazione e al governo “di generare più di 10 miliardi di baht all’anno (circa 270 milioni di euro, ndr) di entrate dalla canapa”, ha scritto Anutin.

Nel Paese è possibile coltivare e vendere la marijuana per scopi medici, ma non fumarla. Rimane illegale l'uso ricreativo delle piante con un livello di THC superiore allo 0,2%, il principale composto psicoattivo della canapa responsabile del suo effetto stupefacente e per questo oggetto di limitazioni e controlli da parte delle autorità nazionali.

 

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