Ibridi Cannabis – Cosa sono e come vengono creati

Come fare a selezionare una pianta di cannabis light

Una cannabis ibrida

sfrutta le caratteristiche di due o più coltivazioni per creare un ibrido dalle proprietà migliori, prende il meglio delle due piante. Se vuoi sapere cosa sono nello specifico e come vengono creati sei nel posto giusto. Capirai anche perché è importante a volte per un coltivatore creare una versione ibrida di canapa e quanti tipi di ibridi esistono. 

 

 

1 – Cos’è una Cannabis ibrida

 

Alla base dell’ibridazione vi è presente un processo basilare, cioè una pianta femmina deve essere fecondata dal polline di una pianta maschio. Per la creazione di nuovi incroci, i coltivatori scelgono la pianta femmina e quella maschio per ricreare uno o più tratti, tenendo bene a mente che ciò avviene in un ambiente controllato. 

 

Il principio della piante vale anche per la cannabis: può essere di razza pura oppure una variegata miscela di sottospecie cannabiche. Sono un nostro tentativo di personalizzare le piante con attribuiti specifici, presenti in varietà di specie, come sativa, indica e ruderalis. Le cannabis ibride più pregiate prendono il meglio da entrambe le piante. L’ibridazione consente maggiori varietà cannabiche, ampliando così le possibilità di mercato. Alcune industrie optano per l’ibridazione per distinguersi dalla concorrenza. Si differenziano nell’aspetto, oltre che nelle proprietà.

 

Quali tipi di ibridi esistono nel mercato? Vari:

 

  1. Sativa x Sativa: Due cannabis sativa vengono mescolate per formare un ibrido.
  2. Indica x Indica: Due indica vengono mescolate per formare un ibrido.
  3. Sativa x Indica: Una pianta sativa viene mescolata con una indica.
  4. Indica x Sativa: Anche qui vengono mescolate le due piante, ma con la differenza che l’indica avrà maggiori attribuiti ereditari nella pianta.

 

La varietà Sativa è riconosciuta per uno sballo più cerebrale o energetico, meglio usarla in piena giornata: concentrarsi nello studio, rafforzare la concentrazione generale e utile pure per le attività creative, come ad esempio dipingere.

 

La varietà Indica dà effetti più da sballo ‘fisico’, adatta per un uso serale, quando ci si vuole rilassare senza essere impegnati in attività che richiedono concentrazione.

 

Sebbene siano delle miscele, bisogna ricordare che vi sarà sempre la dominanza, anche leggera, di un ramo genetico, perciò esprimerà in maggior misura le caratteristiche del ramo genetico dominante. Poi i coltivatori potranno spaziare tra diverse percentuali di ibridazione, conferendo ai loro ibridi cannabis delle varianti piuttosto originali, alterando pure le quantità presenti di CBD (cannabidiolo) e di THC (tetraidrocannabinolo). Ci sono alcuni autentici ibridi, 50% indica e 50% sativa. Di conseguenza offrono un effetto sballo a tutto tondo.

 

Prima abbiamo nominato una terza sottospecie cannabica: la ruderalis. Cos’è? Per dirla in maniera semplice, la ruderalis è alla base delle genetiche autofiorenti, e tali geni vengono esportati ibridando la pianta ruderalis con le altre. La sua specialità viene considerata un vero e proprio asso nella manica, perché fiorisce in maniera indipendente dal fotoperiodo, tra l’altro sono robuste, perciò reggono stoicamente i periodi invernali e i regimi freddi.

 

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Quali caratteristiche sono ricercate dai coltivatori?

 

Tutto ciò dipende dalle esigenza di mercato. Ai consumatori piace variare e provare nuove sensazioni. La biodiversità vegetale è un punto cardine per un coltivatore, anche perché garantisce al breeder di non essere tagliato dal mercato. Vediamo quali caratteristiche cercano:

 

  • Potenza: gli eccessi piacciono ad alcuni consumatori, beninteso è una nicchia ristretta. Ciò significa che gli ibridi creati avranno un tasso elevato di THC, componente psicoattiva. Si arriva ad un tasso del 25-30%. Per fare una paragone, la cannabis light non supera lo 0,2%. Per gli amanti dello sballo, queste ibridazioni rappresentano il top di gamma.
  • Rendimento: alcune ibridazioni consentono una produzione di cime robuste, preferibili per futuri ibridi da coltivare.
  • Ad alto contenuto di CBD: l’interesse sempre più frequente delle cannabis ad alto tasso di cannabidiolo sta creando un mercato vasto e i coltivatori lo sanno bene. Il CBD fa bene alla salute e non è un composto psicoattivo. Proprio grazie all’intervento della selezione artificiale, siamo riusciti ad ottenere dei profili unici che in natura erano impossibili da trovare.
  • Sapori e aromi: le ibridazioni consentono un profilo unico sull’aspetto dei sapori e degli aromi. Permettono sapori più marcati: aromi dolci o agrumati o persino al cioccolato. L’unico limite è l’immaginazione: nel mercato esistono ibridi cannabis con note di pepe, eucalipto, miele, menta, biscotti al forno e persino di gasolio!
  • Alte quantità di resina: una considerevole quantità di resina equivale a una considerevole quantità di cannabinoidi e terpeni, adatti alla creazione di hashish o tipi di concentrati. Miscelando la Indica con altre piante si potrebbe ottenere la quantità desiderata, con altri attributi che in genere mancano all’indica. Ricordiamo come ibridazioni le White Widow e ICE.

 

 

Varietà di cannabis ibrida ad elevato CBD

 

 

Ci sono poi altre caratteristiche ricercate dai coltivatori, come la resistenza a muffe e parassiti,  resistenza agli stress termici e anche il colore.

 

Adesso vediamo come vengono creati.

 

2 – Come vengono creati gli ibridi cannabis

 

Esistono diverse modalità con cui i coltivatori possono creare gli ibridi:

 

  • Accoppiamento compensativo: semplice, il coltivatore sfrutta le caratteristiche di due piante per creare una prole che prenda il meglio da entrambe, riuscendo persino a ‘celare’ i difetti delle due piante.
  • Selezione direzionale: rappresenta una continua selezione artificiale, generazione dopo generazione, fino a quando non si ottiene l’ibrido desiderato, per ottenere un certo sapore, potenza o altre caratteristiche ambite. Proprio un po’ più sopra nell’articolo abbiamo spiegato quali sono le proprietà ricercate da un coltivatore. Costoro ambiscono alla selezione direzionale.
  • La produzione via semi: la produzione di semi è un processo della natura. Le piante femmina esposte al polline dei maschi produrranno semi. In tal modo determinano un elevato livello di variabilità nelle progenie.

 

 

 

3 – Gli ibridi sono sempre più richiesti

 

Pian piano stanno diventando il main market della cannabis, per il semplice fatto di offrire varietà ad una clientela sempre più esigente. In un certo senso ricorda il mercato del tè, oggi possiamo trovare ampie varianti, le cui foglie vengono sottoposte a lavorazioni diverse. In special modo la cannabis CBD è destinata a diventare leader nel mercato, soprattutto quando la cannabis legale diventerà una realtà sempre più diffusa.

 

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