Come ottenere una pianta di cannabis dalle cime grandi e saporite

Come coltivare cime di cannabis grosse

Come ottenere una pianta di cannabis dalle cime grandi e saporite

 

Questa guida ha lo scopo di fornire informazioni in maniera semplice per sostituire le cattive abitudini con comportamenti positivi che miglioreranno senza dubbio la resa della vostra piantina.

 

Quando piantiamo il primo semino le nostre aspettative ed il nostro entusiasmo sono al massimo; già pregustiamo il sapore delle nostre cime fatte in casa e con una resa incredibile. Questi risultati sono ottenibili solo nei casi migliori e soprattutto per questi obiettivi è necessario un elevato impegno, esperienza e conoscenze.

Le modalità per avere un grande raccolto possono essere molteplici ma il segreto principale è quello di limitare al massimo lo stress a cui è sottoposta la pianta in ogni fase della sua crescita. Le tecniche per una crescita tranquilla sono molte e variano in base a molti fattori come la varietà della pianta e la modalità di coltivazione. Nelle righe successive vedremo come gestire le fasi della coltivazione indoor ed outdoor, in modo tale da massimizzare le possibilità di successo ottenendo quindi dei fiori pregiati, e dal gusto unico ed intenso. Una volta completata la lettura avrai le conoscenze necessarie per poter scegliere il seme che più si addice alle tue possibilità, il terreno, condizioni climatiche e quantità di luce necessaria per la tua pianta.

In primis vogliamo premettere che l’utilizzo di prodotti chimici il cui scopo è accelerare la crescita, sono altamente sconsigliati poiché doneranno alla cima un odore e sapore sgradevoli e talvolta anche nocivi per la salute umana.

 

 

Scegliere genetiche di qualità e adatte all’ambiente di coltura

 

Il primo passo per un buon raccolto è senza dubbio la scelta del seme. Al giorno d’oggi sono disponibili incroci genetici eccellenti che sono in grado di resistere anche alle condizioni climatiche più estreme.

Come primo passaggio è necessario campire la fretta e lo spazio che hai a disposizione. Nel caso tu abbiamo una superficie ridotta ed hai fretta di vedere i frutti del tuo raccolto allora devi optare per dei semi di cannabis autofiorenti i quali, generalmente dopo 2-3 mesi dalla germinazione, hanno sviluppato cime pronte alla raccolta.

Se invece badate più alla quantità sono consigliati fiori femminizzati; ovvero prodotti che permettono una resa notevolmente maggiore rispetto alla controparte appena citata ma che necessitano almeno 6-7 di crescita.

Inoltre, è anche da considerare il tipo di effetto desiderato. Per un “high” più rilassante che migliora il sonno è necessario prediligere una varietà indica. Se invece sei alla ricerca di un effetto più energizzante devi optare per la sativa. È quindi necessario valutare con attenzione una serie di criteri prima di lanciarsi all’acquisto di un seme. Nel nostro catalogo potrai trovare tutte le specifiche tecniche di ogni seme.

 

 

Assicurare il giusto nutrimento

 

immagine esemplare di studio, piano di concimazione

Esattamente come gli esseri umani anche le piante necessitano di cibo per poter sopravvivere, crescere forti e avere una buona resa. La qualità e la quantità di nutriente necessari varia in base alla fase di vita, esattamente come per le persone.

Nella maggior parte delle etichette dei fertilizzanti è presente la sigla N-P-K, che indica gli elementi presenti al suo interno: azoto (N), fosforo (P) e potassio (K). È importante sapere che la sovralimentazione è dannosa esattamente come la mancanza di nutrimento, per questo motivo abbondare con i fertilizzanti non è la scelta migliore per accelerare il processo di crescita della pianta. Bisogna quindi seguire una dieta bilanciata e che fornisca le sostanze corrette in dosi adeguate.

Durante la fase vegetativa l’elemento più importante è l’azoto, quindi la concentrazione ed il rapporto rispetto alle altre sostanze deve essere maggiore.

La maggioranza dei grower in questa fase utilizza prodotti N-P-K con contrazioni 20-10-10 o 30-10-10. Questi numeri indicano semplicemente la proporzione degli elementi. Dopo che la pianta ha manifesta il sesso tramite gli stigmi è necessario cambiare la dieta poiché da questo momento in poi l’obiettivo è quello di stimolare la produzione di cime e par fare ciò bisogna aumentare le concentrazioni di fosforo e potassio diminuendo gradualmente l’azoto.

Se coltivate nel terreno potrebbe essere una buona idea utilizzare un composto naturale, come quelli biologici. Sono un prodotto facilmente reperibile e dal prezzo non eccessivo. Bisogna però fare molta attenzione al valore del pH; per un risultato ottimale si consiglia un valore di questo parametro compreso tra 6 e 6,5. In questo modo le radici avranno il massimo assorbimento dei nutrienti.

Per controllare questo valore potete usare per strumenti appositi oppure per le popolari cartine tornasole.

La composizione di un buon substrato aiuta alla formazione di un ambiente favorevole alla pianta di cannabis poiché poco invasivo e favorevole allo sviluppo di una microflora benefica composta da protozoi, batteri, nematoidi in grado di limitare gli stress esterni.

 

 

Illuminazione ottimale

 

Immagine illuminazione indoor di una coltivazione di cannabis - Bongae.com

La luce è un fattore fondamentale per ottenere un raccolto abbondante. Se decidete di avviare una coltivazione outdoor ovviamente non potrete gestire il clima, ma potete scegliere la stagione ottimale per piantare il vostro seme. Inoltre, è consigliata una buona esposizione ai raggi solari e una distanza minima tra una pianta e l’altra, per evitare che di sottraggano luce a vicenda.

Per chi ha intenzione di coltivare indoor è consigliabile la creazione di un impianto che alterni luce ed ombra in modo tale da simulare l’effetto solare. Per le piante femminizzate il ciclo è composto da due fasi. Nella parte vegetativa il rapporto luce ombra deve essere 18/6 ore, mentre successivamente si passa a 12/12. Per la fioritura si consiglia una lampada HPS con una potenza compresa tra i 400 ed i 600 W.

Le varietà autofiorenti mantengono invece un solo ciclo 18/6 per tutta la durata della coltivazione.

Quelle appena elencate sono le regole base per poter avviare una coltivazione con risultati non deludenti. Bisogna però far attenzione alla distanza tra la luce e la pianta, se la lampada si trovasse troppo vicino potrebbe seccare l’aria e bruciare le cime della pianta.

Tutto ciò non si verifica nel caso si utilizzino led freddi che però hanno un costo decisamente maggiore.

 

Sperimentare il training a zero stress

 

Il training è la fase che indirizza la crescita della pianta nella direzione desiderata evitando però traumi e stress.

Chiunque vorrebbe una coltivazione ordinata e precisa, poiché oltre che più bella rende l’intero processo più facile da gestire. Per ottenere ciò è necessario applicare un processo chiamato training che permette di condizionare la direzione di crescita dei fusti. Esistono tecniche differenti e con risultati altrettanto diversi. Un approccio troppo invasivo potrebbe creare stress alla pianta riducendone quindi la resa finale. Evita quindi potature estreme, reti o griglie che limitino lo spazio della pianta poiché le conseguenze saranno una pianta meno sana e quindi con meno fiori.

Bisogna applicare il cosiddetto low stress training, ovvero una serie di legature per favorire l’illuminazione ed il ricircolo dell’aria. In questo modo anche le parti alla base della pianta potranno ricevere aria e luce necessarie per lo sboccio di magnifiche cime.

 

Potatura: rischi e benefici

 

Immagine esemplare di una pianta pronta ad essere potata

Questa fase è cruciale ma anche molto rischiosa e fare danni è molto facile, soprattutto se non hai molta esperienza.

Se la pianta è sana non c’è bisogno di un taglio estremo, sarà sufficiente potare le foglie più basse che ostruiscono la luce alle cime inferiori. Se vuoi ottenere delle cime molto grosse, a discapito della quantità totale, puoi optare per un intervento più invasivo per far concentrare aria e luce sui fiori superiori della pianta, detti anche cime apicali.

 

Co2 e massimizzazione del raccolto

 

Nel caso in cui abbiate rispettato tutte le regole ed i consigli sopra citati e la Co2 viene fornita nel modo corretto il ciclo di crescita potrebbe terminare con un anticipo di 5-10 giorni rispetto al normale e la produzione potrebbe aumentale fino ad un massimo del 20/30%. Per un assorbimento ottimale della Co2 la temperatura deve essere leggermente più elevata del solito. La situazione ottimale sarebbe tra i 28 e 32 gradi con un’umidità compresa tra il 40 ed il 50%. In questo modo eviterai la comparsa di muffe e funghi.

I metodi per introdurre anidride carbonica nelle grow room sono molteplici; i coltivatori domestici utilizzano dei sacchetti particolari. Inoltre è necessario piazzare i ventilatori in punti strategici e controllare quotidianamente i livelli di temperatura e umidità.

 

catalogo prodotti bongae.com

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