Coltivare Canapa Legalmente in Italia: È Possibile?

Tribunale: è possibile coltivare legalmente la canapa legale in Italia ?

Intro

 

Non si tratta di una droga, ma di una foglia, disse il mitico Arnold Schwarzenegger. Le proprietà terapeutiche della canapa sono ormai sotto l'occhio del ciclone mediatico italiano. Alla cannabis va riconosciuta la capacità di essere un antinfiammatorio naturale, un antidolorifico, persino un antitumorale. Permette altresì ai nostri animali domestici di lenire disturbi vari, come le irritazioni cutanee o la perdita eccessiva di pelo. In termini strettamente medici la marijuana è ben più sicura di molti alimenti che consumiamo abitualmente (cibi processati, alcool). L'abuso di qualsiasi cosa risulta dannoso per l'organismo e una overdose di marijuana è pressoché impossibile.

 

La domanda principale dell'articolo è la seguente: è possibile coltivare Canapa legalmente in Italia? Prima di rispondere nel merito, cerchiamo di distinguere due tipi di cannabis: la cannabis light da quella psicotropa.

 

  1. Cannabis psicotropa vs Cannabis light

 

La pianta di canapa è costituita da 113 diversi cannabinoidi. I cannabinoidi sono una classe di sostanze che comprende il cannabinolo e i composti a esso strutturalmente correlati. Si ottengono per l'esattezza dalle infiorescenze femminili di tale pianta. THC e CBD (cannabidiolo) sono i più diffusi. Tuttavia esistono altri cannabinoidi che recentemente hanno attirato l'interesse dei ricercatori, come il cannabigerolo (CBG), il cannabinolo (CBN) e il cannabicromene (CBC).

 

La cannabis psicotropa è quel tipo di pianta che causa sballo in chi la fuma, cioè ha degli effetti psicoattivi sul nostro cervello. Generalmente si tratta di piante con alto contenuto di THC, cioè il tetraidrocannabinolo. In modeste quantità lo è anche il CBC. Il THC viene impiegato in maniera legale sotto prescrizione medica, come ad esempio la somministrazione di un olio full spectrum.

 

La cannabis light invece è quel tipo di canapa ricca di CBD, un cannabinoide non psicoattivo e che in chi la fuma non causa dipendenza. Il CBD è riconosciuto per i suoi mille benefici e per gli esigui effetti collaterali. Risulta essere anche un ottimo integratore ed energizzante.

 

Perciò cosa dice la nostra legge in merito? E se fosse legale, ciò rende possibile coltivare ogni possibile pianta di cannabis?

  

  1. La coltivazione di canapa in Italia

 

Riguardo alla legge italiana, è possibile coltivare piante di Cannabis senza paura di ripercussioni legali, a patto che si utilizzino semi certificati venduti regolarmente da commercianti autorizzati, altrimenti risulterebbe un'operazione illegale. La nostra legge riconosce la possibilità di coltivare una pianta di cannabis, autonomamente, senza il rischio di imbattersi in sanzioni penali previste da qualche legge, tuttavia viene riconosciuta come legale solo la canapa sativa priva di sostanze psicotrope e ricca di CBD. La legge in vigore stabilisce che la produzione e la coltivazione di cannabis legale con un THC inferiore allo 0,2% sia del tutto legale.

 

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Va chiarito che la quasi assenza di THC non va ad intaccare gli effetti benefici della pianta, giacché i benefici sono dati dal cannabidiolo. Ci sono comunque dei limiti che la legge italiana ha imposto in merito alla coltivazione di cannabis.

  

  1. I limiti di legge

 

Come accennato prima, i semi di canapa andranno acquistati solo da commercianti autorizzati, provvisti del codice di tracciabilità, solo così le autorità potranno eventualmente risalire alla loro origine. Non fidatevi mai di commercianti non autorizzati, potreste rischiare sanzioni penali severe. Inoltre è importante conservare lo scontrino di acquisto dei semi di canapa, da poter esibire in caso di controlli da parte delle Forze dell'Ordine. Non deve comunque scoraggiare: i limiti sono pochi e facili da capire.

 

Inoltre fin'ora non ci sono limiti di legge sulla quantità di marijuana coltivabile prive di THC. Un motivo in più per considerare la coltivazione di Cannabis light come un'attività pienamente regolare, a patto che si seguano quelle poche linee guida.

 

C'è da dire che la legge italiana rimane a volte nebulosa sulla coltivazione di cannabis. Ad esempio la Corte di Cassazione nel 2020 ha depenalizzato l'uso personale della cannabis light a scopo personale, a patto che la coltivazione sia ristretta a dimensioni modeste. Ciononostante la Cassazione voleva che la coltivazione di canapa diventasse un illecito amministrativo. Secondo l'ordinamento giuridico italiano, si intende la violazione di una norma giuridica per cui viene prevista una sanzione amministrativa pecuniaria. Seguì di conseguenza una campagna di disobbedienza civile, #IoColtivo.

 

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Facciamo chiarezza. Oggi coltivare canapa è legale, anche se le leggi prescrivono di impiegare varietà a basso contenuto THC e occorre comunque darne comunicazione alle forze dell’ordine, in modo da rintracciare l'origine. Con queste semplici condizioni di legge possiamo coltivare nel pieno rispetto dell'autorità sia a livello professionale che hobbistico.

 

Nel nostro territorio è consentito coltivare Canapa a patto che vengano utilizzate le varietà ammesse nell’Unione Europea (Registro Europeo delle Sementi).

 

In un'altra circolare del 2018, viene specificato che le infiorescenze della canapa con tenore superiore allo 0,5% di THC sono inserite nella nozione di “sostanze stupefacenti”.

 

Addirittura la legge italiana nel 2016 ha approvato la legge n. 242, per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa (cannabis sativa), una coltura in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale nel campo agricolo.

 

Quindi in sintesi è possibile coltivare canapa light in Italia senza incorrere in sanzioni penali. È comprensibile avere mille dubbi sulla legalità della cannabis, d'altronde noi di Bongae siamo qui anche per fare informazione. Grazie per aver letto fin qui!


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