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Cannabis - ONU favorevole

Assistiamo ad un cambiamento storico arrivato dopo quasi 60 anni. Anche l'ONU ha sancito ufficialmente che la cannabis è una medicina, togliendola dalla tabella IV, quella dove erano racchiuse le sostanze altamente dannose e senza valore medico. 

Ma andiamo per ordine ! 

Già due anni fa le raccomandazioni scientifiche dell’OMS sul valore terapeutico e sui danni correlati alla Cannabis sativa L., che abrogano il divieto di cannabis medica del 1950, sono state la chiave di volta per il cambio delle politiche a livello globale e le riforme a livello nazionale.

Nel marzo del 2016, il gruppo di esperti di cannabis di fama mondiale convocati dall’organizzazione dei pazienti “Americans for Safe Access” presentò all’Oms un documento che dimostrava l’utilità medica della cannabis e, nel novembre 2016, la stessa Oms accettò di effettuare una revisione che si è poi svolta in più fasi ed è arrivata all’emissione di queste raccomandazioni al Comitato delle Nazioni Unite sugli stupefacenti.

Nello specifico, l’Organizzazione Mondiale della Sanità chiede la rimozione della pianta intera di marijuana e della resina di cannabis dall’elenco IV, la categoria più restrittiva della convenzione sulla droga del 1961, e che il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e i suoi isomeri siano completamente rimossi da un trattato di droga del 1971 separato e aggiunti alla Tabella I della convenzione del 1961. 

Cosa è successo nella votazione ONU sulla cannabis a Vienna

Il 2 dicembre 2020 è stata infatti approvata solo una delle 6 raccomandazioni che l’OMS aveva fatto in tema cannabis, la prima, che prevedeva che la pianta e gli estratti derivati fossero eliminati dalla tabella IV, quella delle sostanze pericolose ad alta tossicità potenziale e con un basso o nullo potere terapeutico. Significa il pieno riconoscimento delle proprietà mediche della cannabis e il fatto che d’ora in avanti, a livello internazionale, sarà considerata come un normale farmaco stupefacente, alla stregua degli oppiacei, senza più le ulteriori restrizioni che derivavano dalla precedente classificazione.

Le altre 5 raccomandazioni sulla cannabis votate all’ONU (che il che il dronabinol (THC sintetico) fosse aggiunto alla tabella I della Convenzione unica del 1961, la cancellazione del dronabinol dalla Convenzione sugli stupefacenti del 1971, che il THC fosse aggiunto alla tabella I della Convenzione unica del 1961, la cancellazione del THC dalla Convenzione sugli stupefacenti del 1971, la cancellazione di estratti e tinture dalla tabella I della convezione unica del 1961 e infine che i preparati contenenti prevalentemente CBD e non più dello 0,2% di THC non fossero sotto controllo internazionale”, non sono state approvate. Attenzione: non sono state ratificate, ma sono comunque espressione della massima autorità mondiale in fatto di sanità.

Nonostante fosse abbastanza prevedibile, stupisce la non approvazione dell’ultimo punto perché era appena stato ribadito dalla Corte di Giustizia europea che il CBD non è uno stupefacente. Anche perché è un cannabinoide sempre più utilizzato in medicina, nel mondo del welness in generale e in cosmetica, e nelle decine di studi clinici fatti non ha mai rivelato avere dei veri e propri effetti collaterali. 

E' un risultato che non va sottostimato, un primo passo importante che cancella, dopo 60 anni, le bugie antiscientifiche che le erano state cucite addosso. Certo, se si guardasse solo ai risultati della ricerca medica, la cannabis dovrebbe essere libera e legale già da un po’, ma è una questione in cui scontrano interessi economici e politici e la votazione dei 53 stati membri di oggi l’ha dimostrato per l’ennesima volta.

Cosa cambierà con la riclassificazione della cannabis dell’ONU?

Intanto è un cambiamento che faciliterà la ricerca scientifica e il proseguimento degli studi su sclerosi multipla, Parkinson, Alzheimer e patologie neurodegenerative, epilessia, dolore, cancro, patologie gastrointestinali, quelle psichiche e tutte le altre sulle quali si stanno concentrando gli scienziati. Fino ad ora, la ricerca medica con la cannabis era possibile in modo molto limitato, in quanto l’inclusione nella tabella IV ha agito come un freno a causa delle restrizioni e dell’incertezza legale dovuta ai diversi criteri applicati in ogni paese. Altra cosa che possiamo dire, potrebbe anche cambiare qualcosa nella distribuzione, nel senso del reperimento della materia prima che ad oggi risulta essere uno dei punti più importanti per un corretto funzionamento del sistema sanitario nazionale 

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